Autumn Leaves. I concerti d’autunno al Melkweg!

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 (Summer leaves with) autumn leaves.

Dal 27 settembre in esclusiva per la Puglia al circolo Melkweg i concerti di Own Boo, Niagara e Yakamoto Kotzuga

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“Perdermi se così deve essere!

Nutrire il resto della mia vita con un’ora di pienezza e di libertà!

Con un’ora breve di pazzia e gioia!” (Walt Whitman)

 

Il circolo ARCI Melkweg di Terlizzi inaugura la sua programmazione autunnale il 27 settembre. Spinti dall’idea di riprendere le tematiche lasciate in sospeso nella preview primaverile, la rassegna “Autumn Leaves” si ispira al poeta americano Walt Whitman, che con le sue “Foglie d’Erba” si fece fine cantore di una nuova giovane generazione che celebrava la libertà, la sensualità e l’armonia delle singole parti.

La programmazione musicale dei prossimi mesi si apre alle novità del panorama nazionale e punta ad un ampio spettro di declinazioni musicali, come molteplici sono le sfumature che caratterizzano l’immagine dell’autunno.

Le prime 3 date previste sono tutte in esclusiva pugliese.

Il primo appuntamento è il 27 settembre con gli Own Boo, gruppo nato a Brescia sul finire del 2013 che ha registrato un EP autoprodotto come 12″ one-side uscito anche in America su cassetta grazie alla Mirror Universe Tapes di Brooklyn.

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Sono giovani, ispirati e con un futuro radioso davanti. La loro musica è figlia di ottime intuizioni e spunti, e attinge tanto allo shoegaze quanto alla psichedelia degli anni ’70. Con un suono di chitarra sporco e una voce femminile accomodata su linee di basso pulsanti che le fanno da culla, gli Own Boo sono sicuramente un nome su cui puntare tra le band italiane che suonano internazionali, nel senso migliore del termine. In apertura i Tape Machine Orchestra.

Secondo concerto il 12 ottobre con i Niagara, una delle più interessanti realtà nazionali nell’ambito della sperimentazione che sintetizza pop, elettronica e psichedelia, e che al Melkweg presenteranno il loro secondo disco, “Don’t take it personally” (Monotreme records).

Niagara è il progetto collaborativo degli artisti / produttori Davide Tomat (TOMAT / NAMB / GEMINI EXCERPT) e Gabriele Ottino (NAMB / Milena Lovesick / GEMINI EXCERPT), che lascia in secondo piano il pop incorporando elementi di musica elettronica, psichedelia, musica orientale e dance music. Dopo l’acclamato esordio di “Otto” (2013), anche con la nuova uscita si riparte da un’idea dietro alla loro musica: questa volta si tratta della lotta tra tecnologia e natura tra eros e thanatos.

Terzo appuntamento il 25 ottobre con l’elettronica misurata e gentile di Yakamoto Kotzuga, giovane producer veneziano pronto all’esordio su LP. Subito fuori per Bad Panda Records nel 2013 con l’EP “Rooms Of Emptiness”, pochi mesi dopo pubblica “Lost Keys & Stolen Kisses” per i francesi di Highlife Recordings. Applausi dalla critica e una crescente attenzione lo portano a firmare la produzione di un pezzo per Ghemon, assieme a numerosi remix e svariate collaborazioni, tra le quali spicca la scelta della sua “Your Smell” come colonna sonora per un reportage di Vogue alla Fashion Week di Parigi. “All These Things I Used To Have” è il suo ultimo singolo, fuori per la divisione International de La Tempesta.

In apertura il soul touch del nuovo progetto di Thom (Flowers or Razorwire), Ed Widge.

Ma al Melkweg, come ha mostrato la preview primaverile, non si parlerà di sola musica, presto saranno annunciati gli incontri di letteratura, quelli teatrali e cinematografici e non mancheranno piccole sperimentazioni che basterà scoprire sulla pagina facebook del circolo. L’invito è a lasciarsi nuovamente ispirare e trasportare. Sono foglie d’autunno che si lasciano cadere a tracciare un sentiero, sono foglie d’erba che ancora una volta celebrano quello che ci accomuna: la nostra ineguagliabile differenza e la sensazione di fare parte di un’unica meraviglia.

autumnleaveslocandinaweb

 

Link utili:

https://www.facebook.com/melkwegterlizzi

http://ownboo.tumblr.com/

https://www.facebook.com/ownboo

https://www.facebook.com/niagaraspace

http://www.niagaraniagara.it

https://www.facebook.com/yakamotokotzuga

https://soundcloud.com/yakamoto-kotzuga

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#Quindicisiamo – Giovinazzo Rock Festival – day 3

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Check, prova, prova. Comincia così la nostra terza giornata di Giovinazzo Rock Festival, con i The Whip Hand al soundcheck.

Super foto di gruppo per la serata conclusiva con gli organizzatori, i media partner e le radio che seguono la tre giorni. Tutti belli e soddisfatti!

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Ore 21.28: si parte con il consueto benvenuto dal Davoli Trio, la house band a cui ormai ci siamo affezionati. A seguirli, i Suia Ventrebianco da Napoli inaugurano ufficialmente quest’ultima serata di festival.

Si comincia con qualche problemino tecnico per il chitarrista che lancia la sua chitarra, poco prima di passare ad un brano completamente in napoletano, “Fuìta”.
“Se volete, potete scappare da questo pezzo”, invita il cantante.

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Ultimo pezzo davvero potentissimo in scaletta e poi i Suia Ventrebianco salutano il pubblico di Giovinazzo.

Dopo un nuovo intermezzo del Davoli trio, alle 22.00 in punto è il momento di vecchie conoscenze per noi di Indiepercui: è il momento dei nostri The Whip Hand, questo trio di Trani con le sue sonorità post-punk/new wave che si appresta a presentare live il proprio album Wavefold.

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Chiamati a gran voce e con pronuncia sbagliata, salgono sul palco: Gianni che conquista ogni ragazza con il suo baffo , Toni il grande barbiere di Trani (state attenti quando vi fate tagliare i capelli da lui, noi ci fidiamo poco!) e Francesco, il bassista serio, che tanto serio poi non è.
Come al solito, l’atmosfera si riscalda. Gianni si scatena nevrotico e il pubblico apprezza!

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Dopo una mezz’oretta di live, torna il Davoli Trio a tenere compagnia al pubblico durante il cambio palco per poi lasciare il posto ai Fabryka, una delle band più presenti nei festival del barese. Stasera sono qui grazie a Giovinazzo Come Back, una sezione del festival dedicata alle band più legate alla storia del Giovinazzo Rock.
Qualche problemino tecnico facilmente superabile e via… parte il live dei Fabryka che, come sempre, incantano tutti con le loro sonorità fatate e la dolcezza di Tiziana, la cantante. Dal pubblico si urla: “Agostino sei bellissimo”.

Tamburello rosso e vino per loro!

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Intanto nel backstage Fatur si impossessa di qualcuno…

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Finalmente il tanto atteso momento degli ESTRA, annunciati da in intro strumentale e psichedelico. Il pubblico attento e composto attende con ansia l’inizio del concerto!

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Il live parte, si scalda l’atmosfera, Nord Est Cowboy e Miele infiammano il pubblico e tutto il GRF14!
Giulio Casale tenta un approccio con il pubblico, si avvicina, lo incita, passa addirittura il microfono ad una ragazzo in prima fila.

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Quello degli ESTRA si rivela un live interno, capace di strappare numerosi applausi al GRF14. La ballata “Vieni” incanta tutti.

Ancora qualche pezzo e poi si spengono le luci su questa quindicesima edizione del Giovinazzo Rock Festival.

Un plauso agli organizzatori che sono riusciti con perseveranza a portare a termine anche questo festival e a loro il nostro augurio di altre cento di queste edizioni!

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#Quindicisiamo – Giovinazzo Rock Festival – day 2

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“Sono come tu mi vuoi” , Indiepercui arriva proprio durante il soundcheck degli ex-CCCP con la voce di Max Collini, frontman della band  Offlaga Disco Pax. Ricordiamo il doloroso lutto che ha colpito la band lo scorso Aprile per la scomparsa di Enrico Fontanelli, sappiamo che questa giornata di festival è stata a lui dedicata, e noi ci uniamo al suo affettuoso saluto e ricordo.

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Intercettiamo l’anteprima del festival in diretta streaming su radio Trip di Torino (da tanti anni media partner del GRF) e a parlare ai loro microfoni è proprio  l’anima del Giovinazzo Rock, Tommi Bonvino che spiega l’importanza di questo, come di altri festival, e quanto sia necessario  cercare di salvarli e portarli avanti perché sono manifestazioni fragili (vedere maglia di tommi) che vanno comprese e sostenute anche dalle amministrazioni, perché portano ricchezze e diciamolo, fanno bene al cuore. Inoltre bisogna avere un occhio di riguardo per i gruppi locali e aiutarli a crescere, come quelli i che da sempre ruotano attorno a Giovinazzo e che sono cresciuti anche grazie a questi spazi come i Camillorè, Fabryca, Big Charlie. “Bisogna fermarsi un attimo e insieme ripartire” continua Tommi, “fare rete comune tra i vari festival e accedere a dei fondi. Per fare magari un unico grande evento cercando nuove formule di coinvolgimento territoriale”.

Una piccola curiosità di questi giorni di Festival è il video di saluto al giovinazzo da parte di Davide Ceddìa dei Camillorè, che è diventata una sorta di sigla del festival.

Intanto Nando dello staff ai microfoni di Radio Trip anticipa il motto della prossima “sedicente” edizione del festival “se dici Govinazzo dici rock!”

A prendere la parola è Vincenzo Membola di Radioluogocomune che scopre e svela il segreto del giovinazzo e dei suoi ospiti: riso patate e cozze.

“GIOVINAZZO ROCK FESTIVAL-FEDELE ALLA LINEA” conclude il Membolone Nazionale.

È ora di cominciare. #quindicisiamo

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Ore 21.00 si parte, e a rompere il ghiaccio arriva il grande Rosario, un ragazzo disabile che canta a cappella  “l’emozione non a voce”. Momento tenerezza.

Ancora gli onori di casa fatti dai Davoli Trio.

E ora tocca a Carmen,ad aprire questa seconda giornata del GRF14. Voce ,chitarra, treccine e reggae  per la vincitrice del contest di Radio Capital .Continua con il suo singolo “Non andare via”. Carmen si presenta come una ragazza piena di energia e colori.

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Primo Cambio palco allietati dalla house band Davoli Trio.

21.25: è il turno di salire sul palco per i La Cerniera, vincitori del festival Fuori dal Comune. Giovanissimi molfettesi, mostrano di saperci fare con l’indie rock cantato in italiano. C’è una particolare condizione ambientale a Molfetta, da sempre, nel sfornare musicisti come confermato anche da Tommi del GRF14. Ricordiamo anche la bella prestazione dei giovanissimi  The Pier l’anno scorso al Dirockato. Insomma, una perfetta sinergia tra due città distanti pochi km: Molfetta fa nascere talenti e Giovinazzo li fa suonare!

In diretta dal palco i ragazzi annunciano che questo sarà per loro l’ultimo concerto e che il loro percorso, come succede a tutte le cose belle, terminerà. E qual miglior modo per concludere! Noi comunque sia facciamo loro il nostro in bocca al lupo!

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21.40:  è il turno del cantautore Gill da Catania, vincitore del Giovinazzo Rock Contest. Sale sul palco con la sua band e affascina il pubblico con sonorità eleganti e testi interessanti, presenta le tracce tratte dal suo lavoro “Chi ha ucciso Luigi Tenco”. Dice di aver scoperto chi ha ucciso Tenco e di averlo raccontato in questo disco.Gill chiude con l’ultimo pezzo, un collage fra racconti di Benni e “Curami” dei  CCCP. Big Up per Gill!

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Nel frattempo lo staff Indiepercui si sfama nel backstage con il panino del famosissimo Modesto che da anni ciba il pubblico del Giovinazzo Rock Festival.

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Si chiude la prima parte della serata dedicata alle band vincitrici dei contest e si apre la seconda parte:GrF come back- che ospita i gruppi che il Festival ha visto crescere in questi anni.

Ore 22.15 tocca ai Camillorè Regno Di Sghisghigno (vincitori del contest GRF 2009), band per questo da sempre affezionatissima al Giovinazzo Rock. E saranno proprio loro a passare il testimone agli ex-CCCP. Perciò anche noi ci godiamo l’ultimo gruppo prima di immergerci nei suoni  nostalgici di questa band storica.

Sempre carichi e allegri come ce li ricordavamo i Camillorè! Davide Ceddìa, leader della band, si lascia persino  psicoanalizzare dal pubblico. “perché non bisogna aver paura di parlare in faccia alla gente soprattutto se si parla con il cuore”. E infatti si tuffa tra il pubblico tra lo stupore generale.

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Importante annuncio direttamente dal palco, il piccolo Gianluca ha perso i genitori, Davide lo indirizza verso il service meglio noto come il regno di Shreck, ovvero il nostro  Mirco Patella, fonico della serata.

Momento cover : guarda che luna di Fred Buscaglione.

Intanto il piccolo Gianluca ha ritrovato mamma e papà. Lieto fine grazie all’intervento di shreck, o della Peroni?

Momento topico: Davide Ceddìa si è accorto di noi e del nostro pc e sbrircia il nostro live report, più live di così!

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Ospite sul palco dei Camillorè, Comma, che scalda il pubblico a suon di hip hop!

Nel frattempo dietro le quinte ci scorge Max Collini e ne approfittiamo per scattare una foto con lui e per mostrargli la maglietta del nostro Gaetano Sanitate con una citazione degli Offlaga Disco Pax. Gaetano e Max in estasi CCCPiaca!

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Frequenti gli sconfinamenti di Davide dei Camillorè oltre le transenne verso il pubblico. Si preparano a introdurre un brano dedicato ad una delle cose più importanti nella vita di un uomo (non è la Peroni), ma è “la nonna”. Si Accende il pubblico del Giovinazzo Rock Festival, si balla! Siamo in chiusura, Davide presenta la sua band tra cui c’è il famigerato chitarrista di Seattle, che non è vero che è di Seattle ma di molto vicino, Molfetta, tanto per cambiare. È ora di lasciare i Camillorè e accogliere gli exCCCP, Zamboni-Fatur con la partecipazione di Angela Baraldi e Max Collini degli Offlaga Disco Pax. L’annunciatrice del GRF dedica ufficialmente il concerto a Fontanelli, un applauso si leva per Enrico che è sempre nei nostri cuori.  Si impossessa del microfono e della scena il nostro caro MEMBOLA per leggere il comunicato ufficiale del GRF14, per l’emozione la barba gli è cresciuta  di 3 cm in pochi minuti, parola nostra.

 

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Non c’è di certo bisogno di presentazioni, partono alla grande con “NOIA” , “PEr me lo so”, ed è subito empatia con il pubblico. Continuano con “Fallimentare” brano inserito nell’album dello scorso anno, “Un’infinita compressione precede lo scoppio” nato dalla collaborazione tra la Baraldi e Zamboni. Si va avanti con “Battagliero”, “Huligani Dangereux”.

Ma il momento che noi di Indiepercui stiamo aspettando è l’entrata di Max Collini, voce deglio Offlaga Disco Pax. Collini è lì, con il suo leggio, con la sua espressione accigliata e poi, parte “Allarme” e ancora “Militanz” e “Sono come tu mi vuoi”, tripletta fenomenale, non c’è dubbio, Collini potrebbe davvero essere l’erede di Giovanni Lindo Ferretti.

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Il tutto colorato dalla fantastica quanto stramba presenza di Fatur, con i suoi balletti, le sue spaccate, le sue catene. Come si fa a non volergli bene?

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Ultimo brano tra la delusione dal pubblico che chiede il bis che non ci sarà. Ci lasciano con “Spara Juri”. Non serve dire altro.

A Domani.

#Quindicisiamo